Livorno, Asl chiede indietro ai medici di famiglia quasi 100mila euro di stipendi sbagliati.

Cognetta (FIMMG): scarica su di noi un suo errore

martedì 03 settembre 2019

I medici di famiglia sono sul piede di guerra: nei giorni scorsi l'Asl ha inviato ad un centinaio di loro una lettera in cui chiede la restituzione di una cifra che si aggira tra i 90mila e i 100mila euro totali.

«L'anagrafica del Comune risultava avere problemi di collegamento con quella dell'azienda, in particolare per i cittadini che si sono trasferiti all'estero - spiega al Tirreno l'azienda sanitaria -. In genere le variazioni avvengono in tempo reale, evidentemente per questa categoria di cittadini c'è stato qualche problema». E così - con una verifica che è tornata indietro nel tempo fino a 10 anni fa - ci si è accorti che sono stati pagati ai medici oltre 90mila euro per quote che non competevano loro. Il caso riguarda praticamente tutti i dottori livornesi: alcuni di loro dovranno restituire anche 3000, 3500 euro.

«La convenzione con l'Asl dice che entro tre mesi dobbiamo essere avvertiti se c'è un paziente trasferito ed entro un anno se c'è stato un decesso tra i nostri assistiti. E invece l'Asl cosa fa? Ce lo dice dopo 10 anni e scarica su di noi una colpa sua. E così alla fine gli unici a rimetterci siamo noi medici di famiglia», accusa Enrico Bianchi, tra i più noti dottori livornesi e vicepresidente dell'Agenzia Regionale della Sanità. In effetti la situazione, per i medici, ha il sapore della beffa: «Perché molti di noi sono massimalisti, hanno cioè 1500 pazienti e non possono accettarne altri - continua Bianchi -.

 Adesso ci dicono che alcuni nostri pazienti se n'erano andati anni fa e dobbiamo restituire le quote incassate indebitamente per loro. Ma se l'avessimo saputo nei tempi previsti avremmo potuto accettare altri pazienti che erano in lista d'attesa. Un doppio danno: ci hanno dato soldi che non ci spettavano e impedito di prendere altri pazienti».

 Pasquale Cognetta, segretario della Fimmg di Livorno sottolinea: «Purtroppo è un problema ricorrente, gli elenchi degli assistiti dei medici dovrebbero essere costantemente aggiornati, aggiungendo i nuovi ed eliminando chi cambia medico, chi si sposta, chi muore - dice -. L'Asl sarebbe tenuta a farlo in tempi reali, non biblici, ma il meccanismo non funziona e ogni tanto l'azienda si sveglia, fa i controlli e vengono fuori situazioni - come in quest'ultimo caso - di persone espatriate, le cui quote l'Asl ha continuato a pagare ai medici, che da un giorno all'altro si vedono richiedere indietro anche migliaia di euro. 

Tutto ciò accade per la negligenza degli uffici comunali e aziendali nel tenere aggiornati gli elenchi dei pazienti. Il paradosso è che l'Asl riconosce l'errore ma lo scarica su di noi». Non solo: secondo Cognetta «questi trasferimenti spesso avvengono solo sulla carta, perché i pazienti continuano a servirsi del medico che così viene doppiamente beffato». «Per queste situazioni cercheremo di ottenere che in presenza di una dimostrazione di continuità di assistenza come ricette o certificati, il recupero non venga effettuato».