Buona festa della liberazione
La salute non si libera con i decreti imposti: si costruisce con la concertazione
sabato 25 aprile 2026
In questo 25 aprile, la FIMMG rivolge un augurio sincero e rispettoso al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, custodi costituzionali dei diritti di tutti i cittadini italiani, e con loro a tutti i medici di medicina generale e alle famiglie italiane che ogni giorno si affidano alla loro cura.
Il 25 aprile non celebra solo una liberazione militare. Celebra la scelta consapevole di un Paese di ricostruirsi insieme, oltre le divisioni, intorno a principi condivisi che non appartengono a nessuna parte e appartengono a tutti: la dignità della persona, la tutela del lavoro, il diritto alla salute, la rappresentanza collettiva. Principi che i Comitati di Liberazione Nazionale costruirono con il contributo di ogni anima politica e sindacale, e che trovarono poi la loro forma più alta nella Costituzione repubblicana.
Quel metodo — la concertazione, il riconoscimento delle rappresentanze, la costruzione di norme condivise — non è una concessione procedurale. È l’eredità diretta di quella stagione fondativa. È il modo in cui una democrazia matura affronta i cambiamenti senza imporre, senza escludere, senza frammentare.
La riforma Schillaci va ritirata: è l’opposto di quel metodo
Proprio in questo giorno in cui celebriamo l’unità come valore fondante, non possiamo non denunciare che lo schema di decreto ministeriale sul riordino della medicina territoriale rappresenta la negazione esatta di quel metodo.
Non è stato concertato. Non è stato presentato alle rappresentanze di categoria. Non rispetta le norme che regolano la governance delle professioni sanitarie convenzionate.
Ma c’è di più. Nel suo meccanismo profondo, il decreto introduce una logica che sposta la tutela dal piano collettivo a quello individuale: non più la rappresentanza sindacale come interlocutore dei diritti, ma la scelta del singolo lavoratore chiamato a optare tra un canale e l’altro.
È una logica che frammenta. Che divide. Che indebolisce. Che svuota di senso la stessa funzione della rappresentanza collettiva, sostituendo la forza dell’unione con la vulnerabilità della scelta individuale.
Quella logica è l’opposto di ciò che il 25 aprile ha costruito.
Un anno fa il segnale giusto. Oggi chiediamo di confermarlo
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva già affrontato questo tema poco più di un anno fa, rallentando un percorso che rischiava di travolgere il lavoro faticosamente costruito. Da quel segnale è partita la nostra disponibilità: FIMMG ha sottoscritto due ACN che, laddove applicati, permettono già di avviare le Case della Comunità e di rispondere ai bisogni di riorganizzazione territoriale. Quegli accordi esistono. Funzionano. Le regioni che li hanno declinati in AIR regionali lo stanno dimostrando.
La FIMMG chiede con forza che si percorra l’unica strada che rispetta le parti, come previsto dalle norme condivise e non imposte: un Atto di Indirizzo per il rinnovo dell’ACN 2025–2027, nelle sedi proprie, con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative.
Uno strumento contrattuale che affronti gli indirizzi necessari per risolvere i problemi — laddove siano di natura contrattuale — nelle poche regioni che ancora non completano gli AIR, senza stravolgere il lavoro già compiuto dalle OOSS e dalle regioni virtuose che stanno già applicando gliaccordi vigenti.
Riformare dove serve. Non demolire ciò che funziona
Buona Festa della Liberazione
Al Presidente Mattarella e alla Presidente Meloni, garanti costituzionali e legislativi di tutti i cittadini italiani, FIMMG rivolge il più rispettoso augurio.
A tutti i medici di medicina generale, che ogni giorno tengono in piedi il primo presidio di salute del Paese: buona festa.
Ai cittadini italiani, che di quel presidio si fidano e di quei diritti sono i titolari: la FIMMG è qui, e non arretra.
