Iva precompilata per gli autonomi

A portarla in dote sarà l’introduzione della fatturazione elettronica tra i privati che entrerà in vigore per tutti dal 1° gennaio prossimo

giovedì 19 ottobre 2017

Sole 24 ore
Arriva la dichiarazione Iva precompilata per professionisti, artigiani e commercianti. A portarla in dote sarà l’introduzione della fatturazione elettronica tra i privati che entrerà in vigore per tutti dal 1° gennaio prossimo e per carburanti e subappaltatori dal 1° luglio 2018 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Ma la precompilata Iva è solo una delle semplificazioni degli adempimenti legati all’arrivo dell’e-fattura prevista dalla legge di bilancio. Autonomi e professionisti potranno dire addio anche al registro dei corrispettivi e, chiedendo l’assistenza on line all’agenzia delle Entrate, potranno vedersi restituire i prospetti di liquidazione periodica Iva, la bozza di dichiarazione annuale e di quella dei redditi nonché le bozze dei modelli F24 di versamento con le imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso. Inoltre, si potrà ottenere uno sconto sul periodo di decadenza degli accertamenti in caso di pagamenti tracciati superiori a 500 euro. Per tutte le partite Iva, poi, saranno aboliti spesometro, modelli Intrastat e i rimborsi d’imposta saranno accelerati. 
I tecnici di palazzo Chigi e del ministero dell’Economia sono al lavoro per affinare e limare l’articolato della legge di bilancio che la prossima settimana approderà al Senato (dopo il voto sulla legge elettorale). Tra le misure sottoposte al vaglio politico e tecnico restano soprattutto la cessione dei crediti fiscali di Equitalia, i fondi per il made in Italy e il credito d’imposta per la formazione relativa a industria 4.0. Sul bonus hi-tech lo Sviluppo economico proverà a giocare l’ultima carta per convincere Ragioneria e Padoan della sostenibilità della misura: in queste ore sarà inviata al Mef una nuova proposta con aliquota e tetto di spesa ridotte. 
Più complessa l’operazione di vendita pubblica dei crediti fiscali su cui la battaglia tra chi la vuole introdurre e chi, invece, la vuole rimettere nei cassetti è ancora in corso. La procedura compare in tutte le bozze di Ddl di bilancio circolate fino a ieri sera. I favorevoli evidenziano soprattutto la portata dell’operazione di vendita dei crediti fiscali rimasti in pancia all’ex agente della riscossione Equitalia che dovrebbe garantire all’Erario non meno di 4 miliardi in tre anni (2018-2020) con tre rate di pari importo. La norma ora prevede che il nuovo ente pubblico economico Agenzia delle Entrate-Riscossioni dovrebbe vendere all’asta, senza dover prestare alcuna garanzia, i crediti affidati all’ex Equitalia dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Restano esclusi dalla vendita quelli che, alla data della cessione, sono interessati da contenziosi, procedure concorsuali ovvero dalla rateizzazione della definizione agevolata dei ruoli (il debitore deve essere in regola con i pagamenti). Chi invece spinge per rimettere nel cassetto la misura sposta l’attenzione non tanto sui saldi ma sugli effetti che la vendita avrebbe su cittadini e imprese. In caso di cessione del credito a una banca o una finanziaria il debitore, stando alla versione attuale della norma, verrebbe privato di tutte quelle cautele che oggi vincolano Agenzia entrate-Riscossione nell’adozione di procedure esecutive. Basti pensare che oggi l’agente pubblico non può mai procedere al pignoramento della prima casa, può sì iscrivere ipoteca sull’abitazione principale ma solo per debiti superiori a 20mila euro. Mentre sulle seconde e terze case l’agente può procedere all’espropriazione solo se il valore del bene è superiore a 120mila euro. 
In attesa del testo finale la commissione Bilancio di palazzo Madama ha già deciso il timing per l’esame della manovra. Gli emendamenti dei gruppi parlamentari al decreto fiscale dovranno essere presentati in commissione entro il 31 ottobre mentre quelli al Ddl di bilancio entro martedì 7 novembre. Il 30 e il 31 ottobre si terranno le audizioni su entrambi i provvedimenti. L’iter del decreto partirà formalmente martedì ma la discussione dovrebbe entrare nel vivo solo dal 7 novembre, anche perché i lavori saranno di fatto fermi dal 1° al 5 novembre a causa delle festività e anche delle elezioni siciliane. 
L’ossatura dell’articolato del Ddl di bilancio, nonostante il lavoro di affinamento, è già definita in diversi tasselli. L’attuale versione prevede il rinvio dell’Iri, la minipatrimoniale del 2 per mille sulle polizze vita a capitale garantito (salvo out out politici) e la proroga a decorrere dal 2018 della cedolare del 10% sugli affitti a canone concordato, che era stata introdotta per il quadriennio 2014-17. Come anticipato dal Sole 24 Ore diventa stabile anche il bonus cultura per i diciottenni che potranno continuare a usufruire della card per cinema, concerti, eventi culturali, musei e anche per acquisto di libri o corsi di musica o lingua straniera. Il costo della “stabilizzazione” dovrebbe essere di 290 milioni l’anno. In bilico le nuove forme di tassazione su opere d’arte e oggetti di antiquariato. La bozza del Ddl di bilancio attualmente prevede due ipotesi d’intervento: una tassazione sul reddito percepito (con la possibilità di scomputare le spese alla casa d’asta, le spese di restauro e di assicurazione e custodia) oppure una modifica delle aliquote Iva applicate. 

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