Regione Puglia, richiesta shock ai medici: a rischio l’equilibrio della sanità territoriale
Anelli (Fnomceo): “Provvedimento unilaterale e illegittimo che mina la fiducia e mette a rischio l’assistenza territoriale”
lunedì 05 gennaio 2026
La decisione della Regione Puglia di richiedere a medici di famiglia e pediatri di libera scelta la restituzione di circa 35 milioni di euro, relativi a integrazioni contrattuali percepite negli ultimi dieci anni, ha provocato forte tensione nel mondo medico. Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, definisce il provvedimento “un fulmine a ciel sereno” e denuncia una scelta unilaterale che viola accordi regionali precedentemente ratificati in Giunta.
Secondo Anelli, la misura alimenta frustrazione e sfiducia tra i professionisti sanitari, già sotto pressione per carenze di personale, carichi di lavoro e criticità strutturali del sistema sanitario pugliese. Le risorse contestate, spiega, erano originariamente parte del monte salari dei medici e furono temporaneamente destinate allo Stato durante le crisi economiche, per poi essere redistribuite tramite accordi regionali.
Il presidente Fnomceo avverte che le conseguenze potrebbero essere gravi: abbandono della professione, rallentamento dello sviluppo della medicina territoriale e peggioramento dell’assistenza ai cittadini, soprattutto nella gestione della cronicità. Pur annunciando possibili ricorsi, Anelli auspica soprattutto un passo indietro della Regione e la riapertura del dialogo, sottolineando che la fiducia dei medici è un elemento essenziale per la tenuta del sistema sanitario regionale.
