«E quest'anno il virus è più cattivo Vaccinatevi, fate ancora in tempo»

Dubbi e luoghi comuni: parla Alberto Fedele, responsabile Igiene e prevenzione dell'AsI Lecce

giovedì 04 gennaio 2018

Nuovo Quotidiano Lecce

Ci sono casi di disturbi gastrointestinali che non riguardano direttamente l'influenza » L'efficacia del vaccino è legata alla presenza di ceppi influenzali in circolazione " «L'influenza, quest'anno, sembra particolarmente violenta». Parola di Alberto Fedele, direttore del servizio Igiene e sanità pubblica area Nord della Asl di Lecce, che da una parte rassicura sull'efficacia del vaccino sinora somministrato dai medici e dai pediatri di famiglia; dall'altra insiste sull'importanza della vaccinazione che anche quest'anno, nonostante l'incremento dei vaccinati, non raggiungerà neppure la soglia minima consigliata per garantire una linea di difesa dal proliferare dell'epidemia. Direttore Fedele, i salenti-ui tutti a letto e con notevole anticipo, rispetto all'impennala di incidenza di diffusione del virus influenzale. Cosa bisogna aspettarsi? «Non abbiamo certezza che la maggior palle dei casi che si stanno verificando in questi giorni siano da attribuire al virus influenzale. Ci so- no casi di influenza e di disturbi gastrointestinali che non sono legati tra loro. È possibile che insieme all'influenza stiano circolando altri virus tipici della stagione che procurano i disturbi intestinali. L'influenza ha sintomi precisi: temperatura alta e problemi alle vie respiratorie». Dal mix di malesseri che stanno caratterizzando questo periodo si è diffusa la convinzione che il vaccino antinfluenzale sia meno efficace rispetto al passato. È possibile? «L'efficacia del vaccino è legata alla presenza dei ceppi influenzali che sono in circolazione. Dai primi rilievi fatti dall'Osservatorio epidemiologico regionali i virus del sie-rotipo A H3N2 e del tipo B sono contenuti nel vaccino. E anche vero che nel corso dell'influenza possono esserci mutazioni minori del virus che possono rendere meno efficace un ceppo». Quota minima di copertura non raggiunta: cosa comporta? «Il dato sulla copertura è fratto di una stima sui vaccini distribuiti ai medici di famiglia. Le nostre scorte sono state tutte consumate, mentre lo scorso anno qualche dose è rimasta, ma rimarremo comunque sotto la soglia minima del 70 per cento. È tornata un po' di fiducia e speriamo, il prossimo anno, di tornare a quel 70 per cento in cui ci trovavamo nel 2014 quando accadde l'episodio del ritiro di alcuni lotti che generò preoccupazione tra la popolazione. Il calo della copertura si riflette sulla diffusione dell'epidemia, anche perché quest'anno il ceppo B si sta rivelando insidioso. A livello nazionale ci sono un milione e trecentomila ammalati. In Puglia sono circa 128.753 fino alla 52esi-ma settimana che ha superato il dato dello stesso periodo dell'anno precedente. Basta pensare che l'anno scorso l'incidenza non ha superato gli otto casi ogni mille assistiti e quest'anno siamo a 10,9 casi su mille assistiti. Ci sono già sei casi gravi in Puglia, nessuno tra i salentini. Tre sono da HI NI, altri due per il tipo B e uno per il tipo A H3N2. Due persone su sei sono vaccinate con il vaccino trivalente adiuvato che si somministra agli ultrasessantenni». Scusi, ma questo cosa significa? «Gli anziani rimangono "scoperti" per un ceppo e possono essere colpiti dal virus. Quando si fa la vaccinazione di un anziano bisogna fare una scelta tra la sollecitazione del sistema immunitario e la copertura più ampia. Il 20 di questo mese faremo un convegno con i medici di medicina generale per affrontare i temi legati alla vaccinazione».

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