Pochi medici, arrivano i neolaureati Pronto soccorso, l'Asl Bat assume i non specializzati.

L'Ordine tuona: violata la legge

mercoledì 14 agosto 2019

Corriere del Mezzogiorno

Lucia del Vecchio Per ovviare alla carenza di camici bianchi nei reparti di Pronto soccorso degli ospedali della Bat, la direzione generale decide di assumere a tempo determinato neolaureati senza specializzazione. L'Ordine : «Così si viola la legge». a pagina 3 Primo piano La sanità Pronto soccorso con pochi medici L'Asl Bat assume i non specializzati L'Ordine tuona: «Superati i limiti di legge». Delle Donne: «L'alternativa è chiudere i reparti» di Lucia del Vecchio bari Medici neolaureati abilitati ma privi della specializzazione nei Pronto soccorso degli ospedali di Barletta, An-dria-Canosa e Bisceglie, per sopperire alla carenza di professionisti dell'emergenza-urgenza rispetto al fabbisogno e far fronte all'emergenza estiva. È la soluzione adottata dalla Asl della provincia Bat che delibera l'assunzione a tempo determinato di medici neo laureati privi di specializzazione, ma abilitati alla professione. Saranno destinati principalmente ai pronto soccorso, seppure sotto la supervisione dei direttori delle unità operative in veste di tutori e con il requisito di aver conse- guito uno dei corsi nell'area dell'emergenza. Insorge il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, alla testa anche dell'Omceo pugliese. «Allora diciamolo chiaramente alla comunità pugliese - tuona Anelli - che vive praticamente in una zona di guerra. E perciò vale tutto. Capisco la difficoltà del direttore generale dell'Asl Bat -continua il presidente Fnomceo - costretto a fare scelte estreme superando i limiti di legge, atteso che andrebbe verificato se medici neolaureati possano, nel quadro legislativo vigente, essere così impiegati, tralasciando peraltro soluzioni organizzative diverse e altrettanto estre- me». Anelli aveva proposto il ricorso agli specializzandi. Ma la norma non c'è ancora. Il direttore della Asl Bat, Alessandro Delle Donne, difende il provvedimento. «Sono tranquillo - spiega Delle Donne -La procedura è perfettamente legittima perché coperta dall'articolo 36 del decreto legislativo 165. Di fronte a una carenza di organico endemica e pericolosissima negli ospedali della Bat, ho deciso di utilizzare una soluzione tampone per garantire la continuità assistenziale e mi servizio pubblico essenziale. L'alternativa era chiudere. Abbiamo tentato - spiega Delle Donne -anche una procedura di mobilità per medici specializzati in emergenza urgenza che è andata deserta». Il problema della carenza di medici specializzati è legato al numero di borse non adeguate rispetto ai laureati, ma anche a fattori retributivi. Insomma, i pronto soccorso sono intasati e i medici specializzati nell'emergenza-urgenza ridotti al lumicino. E «quei pochi che ci sono spesso preferiscono riversarsi nel privato - spiega Delle Domie - dove non è applicato il tetto retributivo come nel pubblico, oppure preferiscono andare all'estero». Anelli, dal canto suo, esprime perplessità «di natura medico-legale e assicurativa» sul provvedimento della Asl Bat e nutre «forti dubbi sulle conseguenze di tale scelta sulla qualità dell'assistenza che sarà erogata da professionisti che non hanno completato il loro iter formativo. Comunque - conclude Anelli che chiede l'intervento del presidente, nonché assessore alla Salute, Michele Emiliano e del direttore del Dipartimento promozione della salute, Vito Montanaro - la responsabilità è di chi non solo non ha programmato, ma pure lasciato inascoltato ogni nostro appello. Su di loro il peso di questo fallimento che ormai è strutturale». Ad Anelli risponde il direttore Montanaro. «Verificheremo il provvedimento della Asl Bat e la coerenza con le nonne in vigore - dichiara Montanaro - per poter riscontrare l'istanza prodotta dall'Ordine dei Medici». In sostanza, secondo il direttore del Dipartimento salute della Regione Puglia, questo tipo di decisioni sono il frutto del grande stress organizzativo cui è sottoposto il sistema sanitario anche per effetto dell'esigenza di far fruire di ferie e riposi i medici. Il ricorso a medici abilitati alla professione ma non specializzati , è stato utilizzato anche in Toscana e Veneto e nelle Asl pugliesi di Taranto e Brindisi. Ma non è chiaro se i provvedimenti siano andati a buon fi- ne

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