Influenza record Al Policlinico stop ai ricoveri

Accade al Policlinico di Bari, il più grande e attrezzato ospedale della regione, ma anche al «Vito Fazzi» di Lecce

giovedì 04 gennaio 2018

Corriere del Mezzogiorno

L'allarme L'influenza, record di malati LI Policlinico blocca i ricoveri Oltre 120 mila pugliesi a letto Pronto soccorso preso d'assalto: almeno 300 accessi al giorno di Antonio Della Rocca bari L'influenza, ad oggi, ha già messo a letto oltre i2omila pugliesi, molti di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, facendo andare in sofferenza i maggiori ospedali pugliesi che, presi d'assalto, hanno dovuto bloccare i ricoveri ordinari, ossia quelli per i casi non urgenti o programmabili. Accade al Policlinico di Bari, il più grande e attrezzato ospedale della regione, ma anche al «Vito Fazzi» di Lecce e «nelle principali strutture ospedaliere, dove l'afflusso e più consistente», spiega il direttore del Dipartimento Salu- te della Regione Puglia e commissario straordinario del Policlinico, Giancarlo Ruscitti, precisando che, sotto questo aspetto, «la situazione è uguale in tutta Italia». Il blocco dei ricoveri ordinari ha lo scopo di aumentare la disponibilità dei posti letto, anche se, alla prova dei fatti, come sostiene la direttrice del Pronto soccorso del Policlinico, Rosa Melodia, è una misura che «non aiuta più di tanto». Ma più di ogni altra cosa sono emblematici i numeri: negli anni scorsi in questo periodo si erano ammalati circa sei pugliesi su mille, mentre quest'anno sono undici su mille. «La circolazione dei virus ha determinato un anda- mento così crescente, perché l'influenza è arrivata prima del previsto e durante le feste di Natale, che favoriscono ritrovi e riunioni, si può ipotizzare che sia avvenuta una maggiore diffusione», sostiene Cinzia Germinario, direttrice dell'Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia che sta monitorando l'evoluzione dell'influenza. «Il numero dei casi è aumentato rispetto alla scorsa settimana, per un totale, dall'inizio della curva epidemica, di 128.753 pazienti pugliesi che si sono ammalati - fa sapere ancora Germinario - e quindi dovremo ancora monitorare la situazione. I ceppi sono tre: AH1N1, AH1N2 e il tipo B, ma la sorveglianza virologica ha messo in evidenza la predominanza del ceppo di tipo B nell'82 per cento dei casi, con i sintomi tipici come febbre e dolori muscolari». La fase di ascesa dell'influenza stagionale è confermata dai medici che operano in prima linea. Al Pronto soccorso del Policlinico barese, in questi ultimi giorni, si sono superati anche i 300 accessi, contro i circa 200 delle media giornaliera di altri periodi, come si apprende dal primario Rosa Melodia: «Abbiamo oltrepassato la soglia dei 300 pazienti al giorno anche perché molti resistono ai sintomi influen- zali durante le feste, evitando il ricovero, ma approdano da noi subito dopo, spesso in condizioni davvero critiche». La forte pressione sul Pronto soccorso allunga i tempi di attesa «fino ad oltre un'ora nei casi non urgenti», aggiunge la dottoressa Melodia. Ma alla base del forte afflusso negli ospedali vi è soprattutto la mancanza di filtro adeguato da parte della medicina territoriale, la rete di assistenza non ospedaliera che finora le politiche sanitarie non hanno reso sufficientemente virtuosa. «Siamo in sofferenza - avverte Rosa Melodia -soprattutto per l'accesso di codici bianchi e verdi, quindi, di casi a bassa criticità che sono il 50 per cento del totale. Questi giungono da noi forse anche per carenza dell'attività ambulatoriale di pronta disponibilità. Sono persone che, purtroppo, ci vengono mandate anche dai medici di famiglia, ma che potrebbero essere gestite dalla medicina territoriale». Opinione condivisa da Giancarlo Ruscitti: «Ciò di cui vi è bisogno è una maggiore azione di filtro da parte dei medici di famiglia per evitare il congestionamento dei Pronto soccorso e porre un freno a tutti i problemi conseguenti».

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