Assistiti deceduti e non revocati: interessante sentenza

Mmg: conseguenze derivanti dal ritardo della comunicazione del decesso

mercoledì 29 giugno 2016

Fonte Doctor 33
La materia inerente alle conseguenze derivanti dal ritardo della comunicazione del decesso o del trasferimento dell'assistito non rientra fra quelle che l'art. 14 ACN del 2005 delega in via generale alla contrattazione decentrata e l'art. 42 dello stesso ACN si limita, al comma 5, a demandare alla contrattazione regionale "modalità di tutela dei medici massimalisti dalla indisponibilità alla acquisizione di nuove scelte dovuta a ritardo nella comunicazione delle cancellazioni per morte di assistiti del proprio elenco".

Ad avviso della Corte di Appello il divieto di recupero di quote mensili oltre la dodicesima, previsto dall'art. 12 AIR non rientra nell'ambito della predetta "tutela" demandata alla contrattazione regionale. L'art. 12 AIR è, infatti, applicabile a tutti i medici convenzionati di medicina generale, a prescindere dal fatto che siano o meno massimalisti, e lo scopo della previsione di cui al comma 5 dell'art. 42 ACN - come del resto lo stesso appellato ha sostenuto in primo grado - è semmai quello di consentire al medico di conoscere con precisione e senza ritardo il numero di assistiti onde potere organizzare al meglio la propria attività, e non solo di consentire di aprire la scelta a nuovi assistiti in luogo di quelli deceduti. Inoltre l'art. 12 AIR, nel limitare la facoltà di recupero, introduce evidentemente un onere aggiuntivo per l'amministrazione, rendendo esigibili i compensi maturati oltre l'anno, altrimenti non erogabili al medico convenzionato. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)