Test di specializzazione annullati, anzi no: il clamoroso dietrofront del ministero lascia ancora perplessi

Tutto sbagliato, tutto da rifare. Anzi no, lasciamo tutto com’è neutralizzando due domande.

martedì 04 novembre 2014

di Saverio Cramarossa (Fimmg Notizie)

E’la sintesi delle ultime caotiche 72 ore della telenovela del concorso nazionale per le specializzazioni mediche 2014, che si arricchisce di una nuova puntata con un colpo di scena, un compromesso che pare comunque scontentare la maggioranza dei medici che vi hanno partecipato.
Nel tardo pomeriggio di ieri un nuovo comunicato del MIUR annuncia a sorpresa che i test di Area Clinica ed Area Servizi non dovranno essere ripetuti, smentendo in modo clamoroso un altro comunicato di appena due giorni prima dello stesso MIUR, in cui i partecipanti venivano convocati il giorno 7 novembre per ripetere le prove, causa inversione delle due batterie di quiz per errore umano.

A seguito di un confronto avuto dal Ministero stesso con l’Avvocatura dello Stato e del verbale della Commissione si è notato come28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione “in quanto i settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sono infatti in larga parte comuni”. Si è dunque optato per il ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti. “Questa soluzione – afferma il Ministro Giannini - è stata presa per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca”

Tutto rientrato dunque? Sembrerebbe di no. Ricordiamo che per ogni risposta esatta il punteggio assegnato era +1, mentre la risposta sbagliata comportava un -0,30.  La minaccia di ricorsi resta dunque incombente per una prova che, da bando, avrebbe dovuto vertere per le aree interessate su 30 domande. La gran parte dei medici coinvolti continua a manifestare sui social il proprio malcontento e la propria delusione per il susseguirsi di imprevisti e di tentativi del MIUR di porre rimedio ad una falla apertasi in modo così eclatante in un concorso che, pur tra tante difficoltà organizzative, si proponeva come il primo meritocratico dopo anni di buio baronismo. 

La speranza è che gli errori organizzativi a cui abbiamo assistito e le facili strumentalizzazioni che ne seguiranno non riportino indietro l’orologio dell’accesso alle specialità agli anni  precedenti il concorso nazionale, prima vera grande conquista contro i favoritismi locali che troppo spesso interrompevano i sogni dei giovani professionisti.