I medici di famiglia "congelano" la protesta

Anelli (Fimmg Puglia): «Confronto con Vendola. Scopo raggiunto

venerdì 22 febbraio 2013

I medici di famiglia "congelano" la protesta
Anelli (Fimmg Puglia): «Confronto con Vendola. Scopo raggiunto.

(Gazzetta del Mezzogiorno, pag 12) ROBERTO CALPISTA • BARI. 

«Abbiamo raggiunto lo scopo prefissato di rimettere in moto il dialogo tra le parti, per cui la protesta del 4 marzo al momento è congelata. Adesso ci aspettiamo di essere convocati al più presto dal presidente della Regione, Nichi Vendola per valutare quali saranno e con quali fondi le politiche per i servizi sanitari territoriali, quelle per esempio sulle case della salute e sulle auto mediche. 
Poi tireremo le somme». I medici di famiglia della Fimmg Puglia - come spiega il segretario Filippo Anelli - mettono da parte, per il momento, l' ascia di guerra prendendo atto «delle dichiarazioni del presidente della Regione». Per prassi insomma, la ripresa del dialogo tra le parti fa venire meno la necessità della protesta che come già dichiarato l'altro ieri dalla segreteria Fimmg Puglia, «non è fine a se stessa ma è una misura di lotta sindacale forte finalizzata ad ottenere la ripresa del confronto». 
Certo le polemiche restano, assieme alla perplessità dei medici di famiglia sulle risposte ottenute, prima della discesa in campo dello stesso Vendola, come se «qualcuno soffiasse sul fuoco per creare fratture insanabili». Tanto che ancora ieri in relazione a quello che impropriamente è stato definito «sciopero delle ricette elettroniche», la Regione - in una nota - comunicava di aver chiesto chiarimenti alla commissione di garanzia il giorno 18 febbraio, sottolineando «la forma del tutto impropria ed anomala» e confermando le «perplessità della Commissione che ha chiarito che la protesta non "costituisce una forma di sciopero rientrante nella tutela dell'art. 40 della Costituzione" e, in particolare, che "l'interruzione del flusso informatico" da parte dei medici potrebbe rappresentare "un rifiuto parziale di un obbligo contrattuale con possibili, riflessi di carattere civile e disciplinare». Tesi naturalmente rinviata al mittente dallo stesso Anelli: «Al di là della bizantina qualificazione giuridica, e cioè se la protesta può essere definita "sciopero" o "non sciopero", la Fimmg ricorda che secondo la Corte di Cassazione le proteste che comportano una perdita della retribuzione sono considerate forme di sciopero anche se attengono al rifiuto di esecuzione di particolari mansioni e non riguardano l'intera gamma dei compiti richiesti al lavoratore. Per opportuna conoscenza, la mancata trasmissione delle ricette da parte dei medici, è una eventualità prevista dal contratto e comporta
per il medico appunto la riduzione delcompenso nella misura del 1,15 % del trattamento economico (art. 59 ter dell'ACN)». Intanto i medici di famiglia pugliesi hanno ottenuto la solidarietà dal segretario nazionale Fimmg, Giacomo Milillo: «Le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute, che attribuisce alla Fimmg motivazioni dello sciopero mai esplicitate, finiscono per apparire come un ttentativo di sfuggire alle responsabilità in
merito alle carenze assistenziali denunciate dai medici, che sono runico vero motivo dell'iniziativa sindacale». Ma la questione, in una Puglia alle prese con un durissimo piano di riordino ospedaliero, assume anche aspetti politici. Così il senatore del Pdl, Luigi d'Ambrosio Lettieri ritiene «paradossale che in una Regione dove il sistema sanitario è stato sistematicamente smantellato e infilato nel vicolo cieco delle inefficienze e degli sprechi, ad essere attaccati da chi ha creato questo disastro, e cioè il governo Vendola, siano proprio quelli che con grande sacrificio e senso di responsabilità, etica,
deontologica e sociale, ancora riescono ad assicurare i livelli essenziali di assistenza
ai cittadini pugliesi». Posizione simile del segretario regionale Udc, Angelo Sanza e del vice Filippo Barattolo, che esprimono «piena solidarietà ai medici».

Altri articoli sull'argomento